
In sintesi:
- Un “sì” al telefono può essere usato illegalmente per attivare un contratto. Questa è la “trappola del consenso vocale”.
- Avete sempre 14 giorni di tempo per esercitare il “diritto di ripensamento” e annullare tutto senza costi né spiegazioni.
- La difesa migliore è la prevenzione: non fornite mai dati personali o codici POD/PDR al telefono o alla porta.
- Per le chiamate insistenti, l’iscrizione al Registro delle Opposizioni è uno scudo legale efficace.
Squilla il telefono. Una voce gentile vi chiede se siete il signor o la signora Rossi, giusto per una conferma. Voi, per educazione, rispondete “sì”. Senza saperlo, potreste essere appena caduti nella trappola di un contratto luce e gas che non avete mai chiesto. Vi ritrovate con bollette da un fornitore sconosciuto e un senso di impotenza e rabbia. Questa non è una sfortunata coincidenza, ma una tattica aggressiva e spesso illegale che prende di mira le persone più vulnerabili. Molti vi diranno semplicemente di inviare una raccomandata, ma la questione è più profonda.
In qualità di avvocato di un’associazione di consumatori, vi dico che questa non è solo una questione burocratica. È una battaglia per i vostri diritti. Annullare un contratto non richiesto non significa compilare un modulo, ma armarsi degli strumenti legali per contrattaccare e ristabilire la giustizia. Non siete vittime impotenti; siete cittadini con diritti precisi e tutele legali potenti, come il diritto di ripensamento e il Registro delle Opposizioni. Questo articolo non vi fornirà solo le istruzioni, ma la mentalità e le strategie di autodifesa contrattuale per respingere questi attacchi e proteggere il vostro portafoglio e la vostra serenità.
In questa guida, analizzeremo passo dopo passo le trappole più comuni e, soprattutto, le armi legali a vostra disposizione per difendervi con efficacia. Vedremo come riconoscere un operatore disonesto, come invalidare un contratto estorto e come costruire uno scudo protettivo contro le truffe future, trasformando la paura in azione consapevole.
Sommario: La vostra guida completa contro i contratti non richiesti
- Perché dire “sì” al telefono anche solo per confermare il nome può costarvi un contratto non voluto?
- Come inviare la raccomandata di recesso entro 14 giorni per bloccare tutto gratuitamente?
- Offerta a prezzo fisso o variabile: quale vi protegge meglio se i prezzi dell’energia salgono?
- L’errore di far entrare il “letturista” che in realtà vuole solo vedere la vostra ultima fattura
- Quando rinnovare l’iscrizione al Registro delle Opposizioni per fermare davvero le chiamate moleste?
- L’errore di usare un PIN troppo semplice o non attivare la biometria (impronta/viso) per proteggere l’app
- L’errore di cliccare su “Aggiorna il tuo SPID” nelle email truffa che sembrano ufficiali
- Come riconoscere la truffa del “finto nipote” prima di consegnare contanti o gioielli?
Perché dire “sì” al telefono anche solo per confermare il nome può costarvi un contratto non voluto?
La tecnica è subdola e fa leva sulla cortesia: “Parlo con Mario Rossi?”. Una risposta affermativa, un semplice “sì”, viene registrata, estrapolata dal contesto e montata ad arte per farla sembrare un’accettazione esplicita di un’offerta commerciale. Questa è la famigerata “trappola del consenso vocale”. Legalmente, un contratto verbale è valido solo se il consenso è chiaro, informato e inequivocabile, ma gli operatori disonesti scommettono sulla difficoltà di dimostrare il contrario. Siete tutt’altro che soli in questa situazione: pensate che solo nel 2023, secondo un’indagine, sono stati 4 milioni gli italiani vittime di truffe energetiche, con un aumento del 28% rispetto all’anno precedente.
La vostra prima linea di autodifesa contrattuale è la diffidenza. Non dovete essere scortesi, ma fermi. Un operatore legittimo non ha problemi a identificarsi e a inviare un’offerta scritta. Chi insiste per una risposta immediata sta probabilmente nascondendo qualcosa. Adottate un protocollo di sicurezza per ogni chiamata inattesa. Ecco alcune frasi scudo da usare:
- Invece di “sì”, rispondete con “Chi parla?” o “Mi dica”.
- Alla richiesta di conferma dei dati, dite: “Per quale motivo me lo chiede? Da quale società chiama?”.
- Chiedete sempre il nome dell’operatore e il suo codice identificativo. Annotateli.
- La frase definitiva: “Non prendo decisioni al telefono. Se avete un’offerta, inviatemela per posta o email. In caso contrario, la conversazione finisce qui”.
Ricordate: siete voi a controllare la conversazione. Non avete alcun obbligo di rispondere a domande personali o di confermare la vostra identità a uno sconosciuto. La prudenza non è maleducazione, ma la prima e più importante forma di protezione.
Come inviare la raccomandata di recesso entro 14 giorni per bloccare tutto gratuitamente?
Se, nonostante la prudenza, sospettate di essere caduti in trappola o ricevete una lettera di benvenuto da un fornitore che non avete mai scelto, non fatevi prendere dal panico. La legge è dalla vostra parte e vi fornisce uno strumento potentissimo e gratuito: il diritto di ripensamento. Avete 14 giorni di tempo per annullare qualsiasi contratto stipulato a distanza (telefono, internet) o fuori dai locali commerciali (porta a porta), senza dover fornire alcuna giustificazione e senza pagare alcuna penale. Questo è il vostro scudo legale più efficace, e dovete usarlo con fermezza e tempestività.
Il tempo inizia a decorrere non dalla telefonata, ma dal momento in cui ricevete la documentazione contrattuale scritta. Da quel giorno, avete due settimane per agire. La comunicazione di recesso deve essere inviata in forma scritta e tracciabile. I canali più sicuri sono la Posta Elettronica Certificata (PEC) o una raccomandata con avviso di ricevimento. Per trovare l’indirizzo a cui spedire, consultate il sito web del nuovo fornitore (quello non richiesto) o la documentazione che vi hanno inviato. Nella lettera, siate chiari e concisi. È fondamentale includere i vostri dati anagrafici, l’indirizzo della fornitura e, soprattutto, i codici che identificano il vostro contatore: il codice POD per la luce e il codice PDR per il gas. Trovate questi codici su una qualsiasi vecchia bolletta del vostro fornitore abituale.

Una volta inviata la comunicazione, il contratto non richiesto è legalmente annullato. Tornerete automaticamente e senza costi al vostro precedente fornitore. Conservate gelosamente una copia della lettera inviata e la ricevuta di spedizione della raccomandata o della PEC. Questi documenti sono la prova inconfutabile che avete esercitato il vostro diritto nei tempi e nei modi corretti, e chiudono definitivamente la questione.
Offerta a prezzo fisso o variabile: quale vi protegge meglio se i prezzi dell’energia salgono?
In un mercato energetico instabile, la scelta tra un’offerta a prezzo fisso e una a prezzo variabile è strategica. Un’offerta a prezzo fisso blocca il costo della componente energia per un periodo definito (solitamente 12 o 24 mesi). Questo agisce come un’assicurazione: vi protegge da improvvisi aumenti dei prezzi all’ingrosso, garantendo bollette più prevedibili. Se i prezzi di mercato salgono, voi continuate a pagare la tariffa pattuita. Di contro, se i prezzi scendono, non beneficerete del calo. L’offerta a prezzo variabile, invece, segue le fluttuazioni del mercato. Il costo dell’energia cambia mensilmente in base a indici come il PUN per la luce e il PSV per il gas. Questa opzione può essere più conveniente nei periodi di calo dei prezzi, ma vi espone a rischi di rincari improvvisi.
Per un anziano che cerca stabilità e vuole evitare sorprese in bolletta, l’opzione a prezzo fisso è generalmente la più rassicurante e protettiva. Tuttavia, è proprio su queste scelte che i venditori disonesti costruiscono le loro truffe, promettendo “risparmi garantiti” o “l’offerta migliore in assoluto” senza spiegare i dettagli. Come ha rilevato un’indagine, la situazione è allarmante. Secondo Konsumer Italia, in un loro recente studio, “il 97% delle chiamate promozionali nel settore energia risulta contenere informazioni parziali, scorrette o addirittura false”. Questa affermazione da sola dovrebbe mettervi in guardia.
Il 97% delle chiamate promozionali nel settore energia risulta contenere informazioni parziali, scorrette o addirittura false.
– Konsumer Italia, Indagine Konsumer Italia 2024
Per distinguere un’offerta legittima da una potenziale truffa, dovete imparare a riconoscere i segnali d’allarme. Un venditore serio è trasparente, non mette fretta e fornisce documentazione scritta. Un truffatore crea un senso di urgenza e nasconde i costi. Ecco un confronto per aiutarvi a smascherarli:
| Aspetto | Venditore Legittimo | Possibile Truffa |
|---|---|---|
| Presentazione | Si identifica con nome, codice e azienda | Vago, evasivo, finge di essere Arera o ente pubblico |
| Tono | Professionale e rispettoso dei tempi | Urgente, aggressivo, crea falsa scarsità |
| Documentazione | Invia sempre contratto scritto prima | Vuole solo consenso vocale immediato |
| Prezzo | Trasparente su tutte le componenti | Nasconde costi, promette sconti irrealistici |
L’errore di far entrare il “letturista” che in realtà vuole solo vedere la vostra ultima fattura
La truffa non corre solo sul filo del telefono, ma bussa anche direttamente alla vostra porta. Una delle tattiche più insidiose è quella del finto tecnico o del finto letturista. Si presentano con una scusa plausibile: un controllo del contatore, una verifica per un guasto in zona, o la necessità di “aggiornare” il vostro contratto a causa della fine del mercato tutelato. Il loro vero e unico obiettivo, però, non è il contatore, ma la vostra ultima bolletta. Perché? Perché sulla bolletta sono riportati i codici POD (luce) e PDR (gas), le “chiavi” che permettono di avviare un cambio di fornitore a vostra insaputa.
Molte persone, soprattutto anziane, si sentono in imbarazzo a negare l’accesso o a mettere in dubbio l’autorità di una persona con una pettorina. Ma dovete essere inflessibili: la vostra casa è un luogo privato e nessuno ha il diritto di entrare senza il vostro esplicito e informato consenso. Ricordate un fatto fondamentale: i moderni contatori elettronici vengono quasi sempre letti da remoto (telelettura). La visita di un tecnico per la lettura è un evento rarissimo e, in ogni caso, il vero distributore locale (la società che possiede i contatori, diversa dal venditore di energia) solitamente preavvisa con una comunicazione ufficiale affissa nel condominio. Qualsiasi visita a sorpresa deve far scattare un campanello d’allarme.
La vostra porta di casa deve essere una fortezza. Per proteggerla, adottate un protocollo di sicurezza ferreo. Non si tratta di essere sospettosi, ma prudenti e preparati. La vostra sicurezza vale più di qualsiasi presunta urgenza.
Checklist di Sicurezza: 5 controlli prima di aprire la porta
- Chiedere il tesserino: Esigete sempre di vedere il tesserino di riconoscimento ufficiale, con foto e codice identificativo, attraverso lo spioncino o con la catenella inserita.
- Verificare al telefono: Non fidatevi del numero che vi danno loro. Chiamate il numero ufficiale del vostro distributore locale (lo trovate su una bolletta) per verificare che abbiano effettivamente inviato un tecnico.
- Ricordare la telelettura: Tenete a mente che i contatori moderni sono letti a distanza. Siate scettici su qualsiasi richiesta di lettura manuale non preannunciata.
- Non mostrare documenti: Non mostrate MAI, per nessuna ragione, bollette, contratti o documenti di identità. Contengono i dati sensibili (POD/PDR) che i truffatori cercano.
- Chiamare aiuto se insistono: Se la persona alla porta diventa insistente, aggressiva o minacciosa, non esitate. Chiudete la porta e chiamate immediatamente il 112 o il 113.
Quando rinnovare l’iscrizione al Registro delle Opposizioni per fermare davvero le chiamate moleste?
Le telefonate commerciali indesiderate sono un tormento. Per contrastarle, lo Stato ha messo a disposizione uno strumento gratuito ed efficace: il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO). Iscrivendo il proprio numero di telefono a questo registro, si revoca il consenso a essere contattati per finalità di marketing da parte di tutte le aziende, a meno che non si sia dato un consenso specifico e successivo all’iscrizione. Questo è un altro importantissimo scudo legale per la vostra privacy. Da luglio 2022, il servizio è stato potenziato: ora è possibile iscrivere non solo i numeri di telefono fissi, ma anche i numeri di cellulare. Come confermato da diverse associazioni, l’iscrizione al nuovo registro, esteso anche ai cellulari, comporta la revoca automatica di tutti i consensi precedentemente forniti per finalità di telemarketing.
Una delle domande più frequenti riguarda la durata dell’iscrizione. La buona notizia è che, con le nuove regole, l’iscrizione è a tempo indeterminato e non ha scadenza. Tuttavia, c’è un’ottima ragione per “re-iscriversi” o iscriversi per la prima volta proprio adesso, anche se lo si era già fatto in passato. Ogni nuova iscrizione (o rinnovo) fa scattare l’effetto “reset”: annulla tutti i consensi che potreste aver dato in passato, consapevolmente o meno, a varie aziende. È come fare tabula rasa e ripartire da zero. Le aziende hanno 15 giorni di tempo per aggiornare le loro liste e smettere di chiamarvi. Se continuano, stanno agendo illegalmente e possono essere sanzionate.
È importante, però, essere realistici. Il Registro delle Opposizioni è un’arma potente contro il telemarketing legale, ma non può nulla contro le chiamate truffaldine provenienti da call center illegali, spesso situati all’estero, che non rispettano alcuna regola. Per queste, l’unica difesa resta la vigilanza e l’applicazione delle tattiche di autodifesa che abbiamo già visto: non fornire dati, non dire “sì” e riattaccare. L’iscrizione all’RPO, tuttavia, riduce drasticamente il “rumore di fondo” delle chiamate legittime ma fastidiose, permettendovi di individuare più facilmente i tentativi di truffa.
L’errore di usare un PIN troppo semplice o non attivare la biometria (impronta/viso) per proteggere l’app
La nostra vita digitale è sempre più concentrata sullo smartphone, incluse le app dei fornitori di energia, che usiamo per controllare i consumi e pagare le bollette. Questo lo sanno anche i malintenzionati. Un errore comune è sottovalutare la sicurezza di questi accessi, utilizzando PIN banali come “1234” o la propria data di nascita, o peggio, non attivando le protezioni biometriche come l’impronta digitale o il riconoscimento facciale. Un telefono non protetto o un’app con credenziali deboli diventano una porta aperta non solo per il furto di dati, ma anche per manipolazioni più complesse. Chi entra in possesso del vostro account potrebbe, ad esempio, modificare i vostri dati di contatto per impedirvi di ricevere comunicazioni importanti, come quelle relative a un cambio di contratto non autorizzato.
La minaccia telefonica si è evoluta. Non si tratta più solo di un operatore insistente. I truffatori usano tecniche sofisticate come il “CLI spoofing”. In parole semplici, mascherano il loro numero di telefono per far apparire sul vostro display il numero ufficiale del vostro vero fornitore o addirittura di un’autorità di controllo. Vedere un nome familiare sullo schermo abbassa le difese e vi rende più propensi a credere a ciò che vi viene detto. L’impatto di queste tattiche è enorme, considerando che, secondo dati recenti, circa il 20% dei contratti luce e gas attivati proviene da canali a rischio come call center e porta a porta.
Studio di caso: La truffa dello Spoofing Telefonico
Il fenomeno del “Calling Line Identification (CLI) spoofing” è una tecnica che permette ai truffatori di manipolare l’ID del chiamante. Come evidenziato in un’analisi, i call center fraudolenti usano questa tecnologia per apparire come numeri ufficiali dei fornitori energetici o di altre istituzioni. Ricevendo una chiamata da un numero che il vostro telefono riconosce come “Mio Fornitore Energia”, siete portati a fidarvi. A quel punto, il truffatore può facilmente convincervi a fornire dati o confermare informazioni con la scusa di un “aggiornamento necessario”, facendo leva sulla vostra fiducia.
La sicurezza è una catena: la protezione dell’app sul vostro telefono è un anello fondamentale. Attivare un PIN complesso e l’accesso biometrico non è una seccatura, ma un gesto di responsabilità che rafforza tutto il vostro sistema di autodifesa digitale e telefonica.
L’errore di cliccare su “Aggiorna il tuo SPID” nelle email truffa che sembrano ufficiali
Un’altra frontiera della truffa è il phishing, ovvero l’invio di email o SMS che imitano perfettamente le comunicazioni di enti ufficiali (Poste Italiane, Agenzia delle Entrate, la vostra banca) o dei fornitori di energia. L’obiettivo è sempre lo stesso: spingervi con l’inganno a cliccare su un link e a inserire i vostri dati personali, le password o i numeri della carta di credito su un sito web clone. Una delle esche più recenti e pericolose riguarda lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Ricevete un’email con un oggetto allarmante come “Il tuo SPID sta per scadere” o “Azione richiesta: aggiorna i tuoi dati”. Il messaggio sembra autentico, con loghi e una formattazione impeccabile.
Cliccare su quel link è l’errore fatale. Verrete reindirizzati a una pagina identica a quella ufficiale, dove vi verrà chiesto di inserire le vostre credenziali SPID. Una volta fatto, i truffatori avranno accesso a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione a vostro nome. Nessun ente, e men che meno un fornitore di energia, vi chiederà mai di inserire la vostra password o i dati della carta di credito tramite un link in un’email. Qualsiasi comunicazione che vi metta fretta o vi minacci di bloccare un servizio se non agite subito è, con quasi assoluta certezza, una truffa.
Dovete diventare investigatori digitali. Prima di cliccare su qualsiasi cosa, analizzate l’email con occhio critico. I segnali di una truffa sono quasi sempre presenti, basta saperli cercare. La tabella seguente vi aiuterà a distinguere un’email sicura da un tentativo di phishing.
| Elemento | Email Legittima | Email Truffa/Phishing |
|---|---|---|
| Mittente | Dominio ufficiale verificato (@enel.it, @eni.com) | Domini simili ma falsi (@ene1.it, @eniigas.com) |
| Linguaggio | Italiano corretto, tono professionale | Errori grammaticali, tono urgente e allarmista |
| Richieste | Mai richiesta password o dati bancari via email | Chiede di cliccare link per ‘verificare’ o ‘aggiornare’ dati |
| Link | Portano sempre al sito ufficiale del fornitore | URL strani o abbreviati che non corrispondono al dominio ufficiale |
Nel dubbio, la regola è una sola: non cliccate. Aprite il vostro browser, digitate manualmente l’indirizzo del sito ufficiale del vostro fornitore ed entrate nel vostro account da lì. Se c’è una comunicazione importante, la troverete nella vostra area personale.
Da ricordare
- Il “diritto di ripensamento” è un’arma: Avete sempre 14 giorni dalla ricezione del contratto scritto per annullare tutto, gratuitamente e senza spiegazioni, tramite PEC o raccomandata.
- I codici POD e PDR sono segreti: Non comunicateli mai a nessuno, né al telefono né alla porta. Sono le chiavi dei vostri contatori.
- La diffidenza è una virtù: Un operatore onesto non mette fretta, non minaccia e fornisce sempre documentazione scritta. Qualsiasi urgenza è un segnale di allarme.
Come riconoscere la truffa del “finto nipote” prima di consegnare contanti o gioielli?
Le truffe non mirano solo a farvi firmare contratti, ma anche a sottrarvi direttamente denaro e oggetti di valore. Una delle più crudeli e diffuse è la truffa del “finto nipote” o del “finto avvocato”. Lo schema è diabolico e fa leva sui legami affettivi più profondi. Ricevete una telefonata. Una persona in lacrime, o una voce concitata, si spaccia per vostro nipote (o un altro parente stretto). Racconta di trovarsi in una situazione di grave e improvvisa difficoltà: un incidente stradale, un arresto, un debito urgente da saldare per evitare conseguenze peggiori. La richiesta è sempre la stessa: ha bisogno subito di contanti o gioielli. Per rendere il tutto più credibile, spesso la telefonata viene passata a un complice che si finge un avvocato, un carabiniere o un medico, confermando la storia e aumentando la pressione psicologica.
L’urgenza e lo shock emotivo sono le armi del truffatore, pensate per mandarvi in confusione e impedirvi di ragionare lucidamente. La richiesta di non parlare con nessuno (“non far preoccupare mamma e papà”) è una tattica per isolarvi e assicurarvi che non facciate la cosa più logica: verificare la storia. Poco dopo la telefonata, un altro complice si presenta alla vostra porta per ritirare il denaro o i gioielli. Quando vi renderete conto dell’inganno, sarà troppo tardi.
Per sconfiggere questa truffa, la prevenzione e la comunicazione in famiglia sono tutto. È fondamentale parlare apertamente di questi pericoli con i propri cari, soprattutto con i familiari più anziani. Stabilire un “protocollo di sicurezza familiare” può salvare da conseguenze drammatiche.
- Stabilite una “parola di sicurezza”: Concordate una parola o una domanda segreta in famiglia, che solo voi conoscete. In caso di una chiamata sospetta, chiedetela. Un vero parente la saprà, un truffatore no.
- Verificate sempre: Non importa quanto la storia sembri reale o urgente. Dopo aver riattaccato, chiamate immediatamente vostro nipote o il parente in questione sul numero di telefono che avete sempre usato, non su quello da cui siete stati contattati.
- Nessun ente chiede soldi così: Ricordate che Carabinieri, Polizia, avvocati o ospedali non chiedono mai denaro o gioielli per telefono o con un ritiro a domicilio per risolvere questioni legali o mediche.
- Informate e create una rete: Parlate di queste truffe con amici e vicini. Creare una comunità informata è la difesa più forte. Tenete una lista di numeri di emergenza (parenti, 112) vicino al telefono.
Avete ora tutti gli strumenti e le conoscenze per trasformarvi da potenziali bersagli a fortezze inespugnabili. La vostra vigilanza è lo scudo più potente. Se sospettate un’attività illecita o siete stati vittime di una truffa, non esitate a denunciare tutto alle Forze dell’Ordine e a contattare un’associazione di consumatori. La vostra azione non protegge solo voi, ma aiuta a fermare questi criminali e a proteggere l’intera comunità.
Domande frequenti sul Registro delle Opposizioni
Come posso iscrivermi al Registro delle Opposizioni?
Ci sono diverse modalità gratuite: la più semplice è online, sul sito ufficiale registrodelleopposizioni.it. In alternativa, potete telefonare al numero verde 800 957 766 (per i numeri fissi) o al numero 06 42986411 (per i numeri di cellulare), oppure inviare una richiesta via email seguendo le istruzioni sul sito.
L’iscrizione blocca tutte le chiamate commerciali?
No, ed è importante capirlo. Il Registro blocca le chiamate di telemarketing legale da parte di aziende a cui non avete dato un consenso diretto e specifico dopo la vostra iscrizione. Non ha alcun effetto, purtroppo, sulle chiamate illegali provenienti da truffatori o da call center esteri che non rispettano le leggi italiane.
Devo rinnovare l’iscrizione periodicamente?
Dal 2022, con l’estensione del servizio ai cellulari, l’iscrizione è diventata permanente e non scade. Tuttavia, è consigliabile effettuare una nuova iscrizione (o “rinnovarla”) di tanto in tanto, perché ogni nuova registrazione azzera tutti i consensi che potreste aver dato in passato, anche involontariamente, costringendo le aziende a smettere di chiamarvi.