Pubblicato il Ottobre 26, 2024

In sintesi:

  • Non scrivere mai le password: un post-it nel portafoglio è un invito aperto per i ladri. Usa codici complessi e unici.
  • Fai attenzione a email e SMS: nessuna istituzione ti chiederà mai le credenziali via messaggio. Verifica sempre in modo indipendente.
  • Delega con intelligenza: usa la delega ufficiale INPS per farti aiutare da un familiare senza mai cedere il controllo del tuo account.
  • Paga in sicurezza: l’App IO è il metodo più protetto per i pagamenti PagoPA, eliminando i rischi legati al contante e agli avvisi falsi.

Navigare nel mondo dei servizi online può sembrare un campo minato, specialmente quando si maneggiano dati sensibili come quelli legati a SPID e Carta d’Identità Elettronica (CIE). La paura che un malintenzionato possa accedere al proprio cassetto fiscale, deviare la pensione o rubare rimborsi è reale e giustificata. Molti pensano che la soluzione sia usare password complesse o semplicemente “stare attenti”, ma questi consigli, seppur validi, sono spesso insufficienti di fronte a truffe sempre più sofisticate. Si parla di phishing, smishing, ma raramente si spiega come funzionano davvero queste minacce nel contesto dei servizi pubblici italiani.

E se la vera chiave non fosse difendersi passivamente, ma costruire un’abitudine di sicurezza attiva? Questo articolo adotta una prospettiva diversa: invece di concentrarsi solo sulle minacce, ti guiderà a riprendere il controllo consapevole della tua identità digitale. Non si tratta di diventare esperti informatici, ma di imparare a usare gli strumenti giusti con la giusta mentalità, trasformando l’ansia in potere personale. Scopriremo insieme perché certi errori comuni sono così pericolosi, come scegliere lo strumento più adatto a te, come farsi aiutare in totale sicurezza da un familiare e come usare app come IO per semplificarsi la vita senza correre rischi.

Questo percorso ti fornirà le conoscenze pratiche per gestire la tua identità digitale con fiducia. Analizzeremo gli errori più comuni, confronteremo gli strumenti a disposizione e vedremo come le procedure ufficiali e le tecnologie sicure possano diventare le tue migliori alleate. Prosegui nella lettura per scoprire come proteggerti efficacemente.

Perché scrivere la password dello SPID su un post-it nel portafoglio è l’errore di sicurezza numero uno?

L’idea di appuntare la password dello SPID su un foglietto da tenere nel portafoglio nasce da un’esigenza comprensibile: la paura di dimenticarla. Tuttavia, questa pratica trasforma un potenziale problema di memoria in un rischio catastrofico per la propria sicurezza. Un portafoglio smarrito o rubato non significherebbe solo perdere contanti e documenti, ma consegnare le chiavi della propria vita digitale a un estraneo. Con SPID e documento d’identità in mano, un criminale può accedere a portali come INPS e Agenzia delle Entrate, modificare dati sensibili, richiedere bonus o, peggio, deviare pagamenti come pensioni e rimborsi fiscali. Il danno non è solo teorico: il fenomeno delle frodi digitali è in costante crescita, con 18.714 truffe online segnalate nel 2024, un aumento del 15% rispetto all’anno precedente, secondo i dati della Polizia Postale.

La vera pericolosità di questo errore risiede nel fatto che fornisce ai truffatori tutto ciò di cui hanno bisogno in un unico “pacchetto”. La combinazione di un documento fisico e delle credenziali digitali è la tempesta perfetta per il furto d’identità. Il controllo consapevole della propria identità parte proprio da qui: trattare la password dello SPID con la stessa cura con cui si tratta il codice PIN del bancomat. Non va mai scritta e conservata insieme ai documenti. Meglio affidarsi a un gestore di password sicuro o a una strategia mnemonica personale, ma mai a un pezzo di carta vulnerabile.

Studio di caso: La truffa del “doppio SPID”

Un esempio concreto della gravità di questo rischio è la cosiddetta “truffa del doppio SPID”. Come riportato in un’inchiesta di Altroconsumo, i criminali informatici, una volta in possesso dei documenti di una vittima (spesso rubati online o tramite phishing), hanno sfruttato una falla per creare un secondo SPID a nome della stessa persona con un altro provider. Utilizzando questa identità duplicata, sono riusciti a deviare pensioni, accedere a rimborsi fiscali e compiere altre operazioni illecite. Questo caso dimostra che la protezione del proprio documento d’identità è tanto cruciale quanto la protezione della password stessa.

Comprendere questo rischio è il primo passo per adottare un’abitudine di sicurezza attiva e proteggere concretamente il proprio futuro.

SPID o Carta d’Identità Elettronica: quale strumento è più facile da usare con lo smartphone per un anziano?

La scelta tra SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e CIE (Carta d’Identità Elettronica) può generare confusione. Entrambi permettono di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, ma funzionano in modi diversi, specialmente su smartphone. La decisione su quale preferire dipende molto dalle proprie abitudini, dal livello di comfort con la tecnologia e dal tipo di telefono che si possiede. Non esiste una risposta unica, ma un’analisi pratica può aiutare a capire quale strumento si adatti meglio alle proprie esigenze.

Lo SPID, nella sua forma più comune (livello 2), richiede di inserire nome utente, password e un codice temporaneo generato da un’app. È un processo interamente basato su credenziali e software. La CIE, invece, sfrutta la tecnologia NFC (Near Field Communication), la stessa dei pagamenti contactless. Per usarla, bisogna scaricare l’app CieID e semplicemente avvicinare la tessera al retro dello smartphone. Questa operazione, per alcuni, può risultare più intuitiva e sicura, perché lega l’accesso a un oggetto fisico che si possiede.

Mani di persona anziana confrontano smartphone con tessera CIE in ambiente domestico luminoso

La scelta dipende quindi da una preferenza personale: si è più a proprio agio a gestire un processo a più passaggi basato su password e codici, o si preferisce la semplicità di un’azione fisica come appoggiare una carta sul telefono? Il confronto seguente riassume le differenze chiave.

Questa tabella comparativa, basata sulle informazioni fornite da provider e istituzioni, mette in luce le principali differenze pratiche tra i due sistemi per aiutare a fare una scelta informata.

Confronto pratico tra SPID e CIE
Caratteristica SPID CIE
Attivazione Online o presso provider Solo in Comune
Costo Gratuito o €6-12/anno €22,79 una tantum
Utilizzo su smartphone Solo credenziali (user/password) NFC + App CieID
Livello sicurezza 1-2 (3 solo alcuni provider) Sempre 1-2-3
Validità Rinnovo annuale/biennale 10 anni

In definitiva, lo SPID potrebbe essere più immediato per chi ha già familiarità con le password, mentre la CIE offre una soluzione robusta e a lungo termine per chi preferisce un metodo più tangibile e non vuole preoccuparsi di rinnovi frequenti.

Come delegare ufficialmente un figlio a usare i servizi online per voi senza dargli le vostre credenziali personali?

La necessità di farsi aiutare da un familiare per gestire pratiche online è una realtà comune. Tuttavia, condividere le proprie credenziali SPID o CIE è un errore che annulla ogni misura di sicurezza. Fortunatamente, esiste una soluzione ufficiale, sicura e pensata proprio per questa esigenza: la delega dell’identità digitale. Questo strumento, messo a disposizione dall’INPS e da altre amministrazioni, permette di autorizzare una persona di fiducia (come un figlio) a operare per proprio conto, senza mai dovergli comunicare password o codici personali. È un cambio di prospettiva fondamentale: non si cede la propria identità, ma si autorizza un accesso controllato.

Questo approccio trasforma un potenziale rischio in una collaborazione sicura. Il familiare delegato accederà ai servizi con le proprie credenziali SPID, e il sistema lo riconoscerà come autorizzato a operare per conto del delegante. L’idea di perdere autonomia può spaventare, ma è importante vedere la delega per quello che è: una scelta strategica. Come sottolinea l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati (ANAP):

La delega non è una perdita di autonomia, ma la nomina di un ‘Co-pilota Digitale’. È una scelta strategica che permette di mantenere il controllo supervisionando un aiutante di fiducia.

– ANAP – Associazione Nazionale Anziani e Pensionati, Guida SPID per Anziani

Per attivare la delega per i servizi INPS, la procedura è semplice. È sufficiente scaricare il modulo “Richiesta di registrazione delega dell’identità digitale” direttamente dal sito dell’INPS. Una volta compilato, il modulo va presentato presso uno sportello territoriale dell’istituto. Questo permette al delegante di mantenere il pieno controllo, potendo revocare la delega in qualsiasi momento. La stessa delega è spesso valida anche per altri servizi, come l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico, creando un vero e proprio ecosistema di fiducia e collaborazione.

Scegliere la delega significa proteggere la propria identità digitale e, al tempo stesso, accettare un aiuto prezioso in modo intelligente e sicuro.

L’errore di cliccare su ‘Aggiorna il tuo SPID’ nelle email truffa che sembrano ufficiali

Una delle trappole più insidiose e diffuse è il phishing: email o messaggi che sembrano provenire da istituzioni ufficiali (come Poste Italiane, INPS o Agenzia delle Entrate) e che, con un pretesto urgente, invitano a cliccare su un link per “aggiornare”, “sbloccare” o “verificare” il proprio account SPID. Questi messaggi sono progettati per generare ansia: “il tuo account sta per scadere”, “è stato rilevato un accesso anomalo”. Cliccando sul link, si viene indirizzati a una pagina web identica a quella ufficiale, dove viene chiesto di inserire le proprie credenziali. In quel momento, la truffa è compiuta: i criminali hanno rubato nome utente e password.

La vastità del fenomeno è allarmante: secondo un’indagine, sono stati 2,8 milioni gli italiani truffati online nel 2024, e il phishing legato a SPID è una delle tecniche più usate. La regola d’oro è semplice: nessun ente ti chiederà mai le credenziali via email o SMS. Ogni comunicazione che lo fa è, senza eccezioni, una truffa. La soluzione non è diventare paranoici, ma adottare un’abitudine di sicurezza attiva nota come “verifica indipendente”. Invece di fidarsi del messaggio ricevuto, si ignora il link e si accede al servizio in modo autonomo. Questo metodo, se applicato sempre, rende immuni a qualsiasi tentativo di phishing.

Il vostro piano d’azione: Metodo della verifica indipendente

  1. Ignorare sempre il link: non cliccare mai sui collegamenti presenti in email o SMS sospetti, anche se sembrano legittimi.
  2. Aprire una nuova pagina del browser: avviare il proprio programma di navigazione (Chrome, Firefox, etc.) in modo autonomo.
  3. Digitare manualmente l’indirizzo: scrivere a mano nella barra degli indirizzi il sito ufficiale del proprio provider SPID (es. poste.it, aruba.it).
  4. Accedere e verificare: entrare nel proprio account con le credenziali abituali e controllare se ci sono notifiche o messaggi reali nella propria area personale.
  5. Segnalare l’email sospetta: inoltrare il messaggio di phishing all’indirizzo del CERT-AgID (malware@cert-agid.gov.it) per aiutare a contrastare il fenomeno.

Adottare questa semplice procedura in modo sistematico significa trasformare un potenziale disastro in un non-evento, mantenendo il pieno controllo della propria sicurezza.

Quando contattare l’assistenza provider se avete bloccato l’account sbagliando troppe volte il codice?

Può capitare a tutti: un momento di distrazione, un codice OTP inserito male, e dopo alcuni tentativi falliti, l’account SPID si blocca. In questa situazione, la prima reazione è spesso il panico, ma è importante mantenere la calma e agire con metodo. La maggior parte dei provider SPID, per motivi di sicurezza, prevede un blocco temporaneo dopo un certo numero di errori consecutivi. Questo blocco dura solitamente 30 minuti, dopodiché sarà possibile tentare nuovamente l’accesso. La prima cosa da fare, quindi, è semplicemente aspettare.

Se, tuttavia, il blocco persiste anche dopo l’attesa, o se si sospetta un problema più serio, è il momento di contattare l’assistenza clienti del proprio provider (Poste, Aruba, InfoCert, etc.). Per rendere la chiamata efficace e risolvere il problema rapidamente, è fondamentale prepararsi in anticipo. Avere a portata di mano tutti i dati necessari eviterà perdite di tempo e frustrazione. L’operatore dovrà verificare la tua identità in modo inequivocabile prima di poter procedere allo sblocco o al reset delle credenziali.

Persona anziana al telefono con documenti organizzati sul tavolo in ambiente domestico sereno

Prima di telefonare, è utile seguire una breve checklist per avere tutto l’occorrente a disposizione. Questo dimostra un approccio organizzato e facilita enormemente il lavoro dell’operatore, portando a una soluzione più rapida.

  1. Codice Fiscale: Tieni a portata di mano la tua tessera sanitaria.
  2. Email associata: Assicurati di conoscere l’indirizzo email con cui hai registrato lo SPID.
  3. Documento d’identità: Prepara la carta d’identità o il passaporto usati per la registrazione.
  4. Dispositivo usato: Sii pronto a specificare se stai tentando l’accesso da PC o tramite l’app su smartphone.
  5. Tipo di blocco: Verifica se hai ricevuto un messaggio che parla di blocco temporaneo o definitivo.

Affrontare un blocco dell’account con metodo e preparazione trasforma un momento di stress in una semplice procedura amministrativa da risolvere con tranquillità.

L’errore di cliccare sull’SMS della ‘banca’ che vi svuota il conto in 3 minuti

Lo “smishing” (phishing tramite SMS) è una variante ancora più pericolosa del phishing via email, perché sfrutta l’immediatezza e la percezione di fiducia che associamo ai messaggi sul cellulare. Il meccanismo è lo stesso: un SMS finge di provenire dalla propria banca, dalle Poste o da un corriere, segnalando un problema urgente. “Un dispositivo non autorizzato si è connesso al suo conto”, “Il suo pacco è bloccato in dogana”, “La sua carta è stata bloccata per motivi di sicurezza”. Il messaggio invita a cliccare su un link per risolvere immediatamente la situazione. Quel link, però, porta a un sito clone che ruba le credenziali bancarie o, peggio, installa un malware sul telefono in grado di intercettare i codici di sicurezza.

L’errore fatale è agire d’impulso, spinti dalla paura. I truffatori contano proprio su questa reazione emotiva per bypassare il nostro giudizio critico. Con le credenziali di accesso all’home banking, possono disporre bonifici e svuotare un conto in pochi minuti. Ma il furto dell’identità SPID, spesso collegato a queste truffe, apre scenari ancora più devastanti. Un’identità digitale compromessa non è solo una porta d’accesso ai servizi pubblici, ma uno strumento per compiere illeciti a nostro nome.

Il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, ha lanciato un allarme molto chiaro sulle possibili conseguenze:

Con lo SPID si può persino cambiare l’IBAN nel portale dell’Agenzia delle Entrate, deviando i rimborsi fiscali o aprire conti correnti per operazioni illecite.

– Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici

Questa testimonianza sottolinea come il pericolo vada ben oltre la perdita economica immediata. La regola della verifica indipendente, vista per le email, è ancora più cruciale per gli SMS. Mai cliccare sui link. Se si riceve un messaggio allarmante dalla propria banca, bisogna chiudere l’SMS, aprire l’app ufficiale della banca o il sito web digitandolo manualmente e verificare lì la presenza di eventuali comunicazioni.

La freddezza e l’applicazione metodica di questa semplice regola di controllo sono lo scudo più efficace contro questo tipo di attacchi.

Da ricordare

  • La sicurezza è un’abitudine, non un lucchetto: la protezione nasce da comportamenti consapevoli e ripetuti nel tempo.
  • Delegare è controllare, non arrendersi: usare la delega ufficiale significa farsi aiutare in modo intelligente, mantenendo la piena supervisione.
  • La verifica indipendente è la migliore difesa: mai fidarsi di un link ricevuto. Accedi sempre ai servizi in modo autonomo per verificare le comunicazioni.

Perché scansionare il QR code dell’avviso con l’App IO è più sicuro che pagare dal tabaccaio?

Pagare un avviso della Pubblica Amministrazione (come TARI, multe o bollo auto) dal tabaccaio o in ricevitoria è un’abitudine consolidata per molti. Tuttavia, nell’era digitale, l’uso dell’App IO offre un livello di sicurezza e tracciabilità nettamente superiore, eliminando diversi rischi associati al metodo tradizionale. La differenza fondamentale non risiede solo nella comodità, ma nella robustezza del processo di verifica che avviene dietro le quinte. Quando si paga in contanti, l’unico controllo è quello umano dell’operatore, con potenziali rischi di errori di digitazione o, in casi rari, di gestione di avvisi contraffatti.

Al contrario, quando si scansiona il QR code di un avviso pagoPA con l’App IO, si attiva un processo di validazione automatica. L’app si collega direttamente al sistema pagoPA e verifica in tempo reale che l’avviso sia autentico e che l’ente creditore sia legittimo. Questo crea un “ponte sicuro” tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Ogni transazione viene inoltre firmata digitalmente tramite l’accesso con SPID o CIE, garantendo che sia proprio il titolare dell’identità a effettuare il pagamento. La ricevuta è immediata, digitale e archiviata in modo sicuro, eliminando il rischio di perdere la prova cartacea del pagamento.

La sicurezza dei dati è al centro del sistema. L’App IO è progettata per rispettare i più alti standard di protezione delle informazioni finanziarie. Infatti, la piattaforma garantisce una conformità del 100% con il GDPR e gli standard di sicurezza PCI-DSS, gli stessi utilizzati a livello mondiale per le carte di credito. Questo significa che i dati della propria carta o del proprio conto, una volta inseriti, sono protetti da protocolli di crittografia avanzati. Pagare con IO non è solo più comodo, è una scelta che mette la sicurezza al primo posto.

Scegliere l’App IO significa quindi affidarsi a un sistema che verifica, traccia e protegge ogni singola transazione, offrendo una tranquillità che il pagamento fisico non può garantire.

Come usare l’App IO per pagare avvisi della Pubblica Amministrazione (PagoPA) in 3 click senza fare file?

L’App IO è stata progettata per semplificare radicalmente l’interazione con la Pubblica Amministrazione, e una delle sue funzioni più utili è proprio il pagamento degli avvisi pagoPA. Dire addio alle code in posta o in ricevitoria è possibile grazie a una procedura intuitiva che richiede solo pochi istanti e uno smartphone. Una volta configurata, l’app trasforma una noiosa incombenza in un’operazione rapida e sicura, eseguibile comodamente da casa. L’intero processo si basa sulla scansione del QR code presente sull’avviso di pagamento, un sistema che evita errori e garantisce che il denaro arrivi esattamente dove deve.

Per poter utilizzare questa funzione, è necessario aver scaricato l’App IO sul proprio smartphone e aver effettuato il primo accesso tramite SPID o CIE. Successivamente, bisogna configurare un metodo di pagamento nella sezione “Portafoglio”, associando una carta di credito, di debito o un altro strumento. Questo passaggio va fatto solo la prima volta; in seguito, il metodo di pagamento rimarrà salvato in modo sicuro per tutti i futuri utilizzi. La semplicità è il punto di forza di questo sistema, pensato per essere accessibile a tutti.

Dettaglio macro di mano che tiene smartphone vicino a documento con pattern geometrico

Una volta completata la configurazione iniziale, pagare qualsiasi avviso pagoPA diventa un’operazione di tre semplici passaggi, che richiedono meno di un minuto.

  1. Accedi e vai al Portafoglio: Apri l’App IO, autenticati con il sistema che preferisci (es. impronta digitale) e tocca l’icona “Portafoglio” nel menu in basso.
  2. Inquadra il QR code: Seleziona il pulsante “Paga un avviso” e usa la fotocamera del telefono per inquadrare il codice QR stampato sull’avviso cartaceo che hai ricevuto.
  3. Conferma e paga: L’app mostrerà i dettagli del pagamento (importo ed ente). Seleziona il metodo di pagamento salvato e conferma l’operazione con un ultimo click. La ricevuta sarà subito disponibile nell’app.

Adottare l’App IO per i pagamenti non è solo una scelta di comodità, ma un passo concreto verso una gestione più moderna, autonoma e sicura dei propri doveri di cittadino.

Scritto da Roberto Ferri, Architetto esperto in Accessibilità e tecnologie assistive (Silver Tech), specializzato nell'abbattimento delle barriere architettoniche e domotica per l'autonomia. 16 anni di esperienza in ristrutturazioni residenziali.