Pubblicato il Marzo 15, 2024

Il peso e la potenza di una e-bike possono intimidire, ma il segreto per un ritorno sicuro alla pedalata non è la forza, ma la scelta informata sui dettagli che contano davvero.

  • La manovrabilità da fermo, dettata da peso e baricentro, è più importante della potenza del motore per prevenire cadute.
  • L’autonomia reale dipende da molti fattori: imparare a calcolarla evita di restare a piedi con una bici pesante.
  • Partire con l’assistenza al minimo e usare un telaio a scavalco basso sono le chiavi per la sicurezza quotidiana.

Raccomandazione: Prima di acquistare, testate sempre la bici in negozio simulando fermate e manovre in spazi stretti per valutarne la reale gestibilità.

Il ricordo della libertà su due ruote, del vento sul viso e della soddisfazione di raggiungere la cima di una collina con le proprie forze è un’emozione potente. Per molti ex ciclisti e amatori, però, il calo della forza muscolare ha trasformato le salite in ostacoli insormontabili, relegando la bicicletta in garage. La bici a pedalata assistita, o e-bike, si presenta come la soluzione perfetta per riaccendere quella passione, promettendo di appianare ogni pendenza.

Tuttavia, l’approccio comune di concentrarsi solo sulla potenza del motore o sui chilometri di autonomia è un errore che può compromettere la sicurezza. Una e-bike non è semplicemente una bici con un “aiutino”. Il suo peso maggiore, la spinta del motore e la distribuzione delle masse introducono una nuova fisica della guida che un ciclista tradizionale deve imparare a padroneggiare. Ignorare questi aspetti significa esporsi a rischi inaspettati: perdita di controllo, cadute banali ma pericolose e la frustrazione di gestire un mezzo pesante e ingombrante.

E se la vera chiave per scegliere l’e-bike giusta non fosse la potenza per affrontare le salite, ma il controllo per gestire la bici in sicurezza in ogni situazione, dalla partenza al semaforo alla manovra in garage? Questo articolo non si limiterà a elencare le caratteristiche tecniche, ma vi guiderà a comprendere la logica dietro la scelta sicura. Analizzeremo come il peso influisce sulla stabilità, come calcolare l’autonomia reale per non restare mai a piedi e quali geometrie del telaio prevengono davvero le cadute. L’obiettivo è trasformare il vostro ritorno in sella in un’esperienza di pura gioia e libertà, padroneggiando la tecnologia invece di subirla.

In questa guida completa, affronteremo passo dopo passo tutti gli aspetti cruciali per una scelta consapevole e sicura. Scoprirete gli errori da non commettere e i dettagli da verificare per trovare l’e-bike che vi accompagnerà per molti chilometri, in totale tranquillità.

Perché il peso della batteria influisce sulla manovrabilità da fermo e come gestirlo?

Il primo impatto con una e-bike, spesso prima ancora di pedalare, riguarda il suo peso. Una bici elettrica può pesare tra i 20 e i 28 kg, quasi il doppio di una bici tradizionale. La maggior parte di questo peso extra deriva dal motore e, soprattutto, dalla batteria (che da sola può pesare 3-4 kg). Questo non è un dettaglio, ma il fattore principale che definisce la manovrabilità da fermo: spostare la bici in garage, caricarla su un portabici o semplicemente tenerla in equilibrio mentre si apre un cancello diventano azioni che richiedono più forza e attenzione.

La posizione della batteria è cruciale per il bilanciamento. Una batteria montata sul portapacchi posteriore alza il baricentro, rendendo la bici più “nervosa” e incline a sbilanciarsi lateralmente durante le manovre a bassa velocità o da fermi. Al contrario, una batteria integrata nel tubo obliquo del telaio o posizionata dietro il tubo sella contribuisce ad abbassare il centro di gravità, migliorando notevolmente la stabilità. Questa soluzione, come dimostra l’approccio di design di modelli specifici per senior come quelli di Fiido, rende la bici più “piantata” a terra e più facile da gestire.

Molte e-bike moderne offrono una funzione chiamata “Walk Assist” o assistenza alla camminata. Premendo un pulsante, il motore fornisce una leggera spinta (fino a 6 km/h) che aiuta a muovere la bici senza pedalare. Questa funzione è un alleato preziosissimo per superare rampe di garage ripide o per spingere la bici in salita senza fatica. Valutare la sua efficacia durante un test in negozio è un passo fondamentale per garantirsi una gestione serena del mezzo in ogni contesto.

Studio di caso: Il design Fiido per la stabilità

La bicicletta elettrica Fiido, pensata per un pubblico senior, è un esempio di come il design possa migliorare la sicurezza. Presenta un basso centro di gravità che aiuta a mantenere la bici stabile e sicura. Il design del telaio a passo basso facilita la salita e la discesa, un vantaggio notevole per chi ha mobilità ridotta. La maggior parte dei modelli di questa serie è dotata di pneumatici larghi e di un telaio robusto, assicurando prestazioni fluide e stabili su vari terreni e riducendo il rischio di ribaltamento.

In definitiva, la gestione del peso non è una questione di forza, ma di scelta intelligente. Un baricentro basso e la presenza del Walk Assist possono trasformare la gestione di una bici pesante da un problema a una semplice routine.

Come calcolare i km reali di autonomia per non restare a piedi con una bici pesante a metà strada?

La domanda più comune riguardo a una e-bike è: “Quanti chilometri fa con una carica?”. I produttori forniscono stime spesso ottimistiche, ma la realtà è che l’autonomia è una variabile complessa. Ignorarlo è la via più rapida per trovarsi con la batteria a zero a metà percorso, costretti a spingere 25 kg di metallo. L’autonomia reale dipende da un mix di fattori: il peso del ciclista, la pressione delle gomme, la temperatura esterna, lo stile di guida e, soprattutto, il livello di assistenza utilizzato e il tipo di percorso.

Il dislivello è il nemico numero uno dell’autonomia. Affrontare una salita richiede molta più energia alla batteria rispetto a un percorso pianeggiante. Per dare un’idea concreta, con una batteria da 625Wh, si possono percorrere anche solo 30 km su una salita impegnativa, mentre in pianura si può arrivare fino a 130 km. Capire questa differenza è fondamentale per pianificare i propri giri senza ansia.

Mani di anziano che pianificano un percorso ciclabile su tablet con mappa

Per fare una stima più accurata, è utile ragionare in termini di Wattora (Wh), l’unità di misura della capacità della batteria. Una batteria più grande (più Wh) offre più autonomia, ma è anche più pesante e costosa. Per un uso prevalentemente urbano con poche salite, una batteria da 400-500 Wh può essere sufficiente. Se invece si prevedono percorsi collinari o lunghe gite fuori porta, è saggio orientarsi su capacità da 600 Wh o superiori.

Il modo migliore per gestire l’autonomia è un approccio strategico: partire con il livello di assistenza più basso (Eco) e aumentarlo solo quando necessario, ad esempio all’inizio di una salita. Questo non solo massimizza i chilometri percorribili, ma offre anche un ottimo allenamento. Molti computer di bordo delle e-bike moderne forniscono una stima dinamica dell’autonomia residua, che si aggiorna in base al livello di assistenza selezionato e al percorso: uno strumento prezioso da imparare a consultare.

Per una visione chiara delle diverse opzioni, la tabella seguente mostra l’autonomia indicativa in base alla capacità della batteria e alle condizioni d’uso, come evidenziato da una recente analisi comparativa.

Autonomia batteria e-bike in base a capacità e condizioni
Capacità batteria Autonomia pianura Autonomia con salite Uso consigliato
400-500 Wh 80-100 km 40-50 km Uso urbano, percorsi brevi
600-700 Wh 100-130 km 50-65 km Percorsi più lunghi con salite con pendenze superiori al 7%
750 Wh 130-150 km 65-75 km Lunghe distanze con molte salite con pendenze superiori al 10%

In sintesi, l’autonomia non è un numero fisso, ma un’equazione che potete imparare a risolvere. Una gestione intelligente dell’assistenza e la scelta di una batteria adeguata al vostro utilizzo sono le vere chiavi per non restare mai “a piedi”.

Telaio a scavalco basso o sportivo: quale geometria previene le cadute quando ci si ferma al semaforo?

La geometria del telaio è forse l’elemento più critico per la sicurezza di un ciclista senior. Le situazioni più a rischio non sono le discese veloci, ma i momenti apparentemente banali: salire e scendere dalla sella, o fermarsi a un semaforo. È qui che un telaio inadatto può causare una perdita di equilibrio e una caduta. La scelta non è puramente estetica, ma funzionale e preventiva.

Il telaio a scavalco basso (step-through) è universalmente raccomandato per il pubblico senior, e a ragione. L’assenza del tubo orizzontale superiore permette di salire e scendere dalla bici con estrema facilità, senza dover alzare la gamba in modo precario. Questo design riduce drasticamente il rischio di cadute in queste fasi, soprattutto per chi ha una mobilità dell’anca ridotta. Inoltre, in caso di fermata improvvisa, permette di scendere lateralmente dalla sella e appoggiare entrambi i piedi a terra rapidamente, garantendo una stabilità immediata.

Un telaio a scavalco basso, combinato con una posizione di guida eretta, offre anche una migliore visibilità sulla strada e riduce lo stress su schiena, collo e polsi. Alcuni modelli specifici per anziani combinano questa geometria con pneumatici più larghi, che aumentano ulteriormente la stabilità e l’assorbimento delle asperità del terreno. Anche il tipo di motore influisce sulla stabilità: un motore a trazione centrale, posizionato in basso e al centro della bici, offre un bilanciamento ottimale rispetto a un motore nel mozzo della ruota anteriore o posteriore.

Un telaio sportivo (a diamante), sebbene più rigido e performante, richiede di scavalcare il tubo superiore ed è intrinsecamente meno sicuro per chi non ha più l’agilità di un tempo. La scelta, quindi, dovrebbe sempre privilegiare la sicurezza e la facilità d’uso rispetto alla pura performance sportiva. La fiducia che deriva dal sapere di poter appoggiare i piedi a terra in qualsiasi momento non ha prezzo.

Il vostro piano di verifica in negozio: test di sicurezza essenziali

  1. Simulare una fermata di emergenza: verificate di poter scendere lateralmente dalla sella rapidamente senza che il telaio sia d’intralcio.
  2. Controllare l’appoggio dei piedi: da seduti in sella, assicuratevi di poter toccare terra con la punta di entrambi i piedi per mantenere l’equilibrio da fermi.
  3. Eseguire la “prova del semaforo”: fermatevi e ripartite più volte per testare la stabilità e la facilità di gestione nelle situazioni di stop and go urbano.
  4. Valutare il motore: se possibile, preferite una bici con un motore a trazione centrale, che offre la massima stabilità grazie al baricentro basso e centrato.
  5. Verificare il comfort posturale: assicuratevi che la postura di guida sia eretta e comoda, permettendo una buona visibilità senza affaticare schiena e polsi.

La geometria del telaio non è un dettaglio, ma la vostra prima polizza di assicurazione contro le cadute. Un telaio a scavalco basso è un investimento diretto nella vostra sicurezza e tranquillità.

L’errore di partire col livello di assistenza massimo che fa impennare o perdere il controllo della bici

Uno degli errori più comuni e pericolosi per un neofita dell’e-bike, anche se esperto ciclista, è sottovalutare la spinta del motore alla partenza. L’idea di partire da un semaforo o da fermo usando subito il livello di assistenza “Turbo” può sembrare allettante per superare lo sforzo iniziale, ma è una ricetta per il disastro. La coppia istantanea del motore elettrico, soprattutto nei modelli più potenti, può causare una brusca accelerazione che fa “impennare” la ruota anteriore o fa perdere aderenza a quella posteriore, portando a una perdita di controllo immediata.

Questo rischio è amplificato nelle partenze in curva o su fondi scivolosi (come strisce pedonali bagnate o foglie). Proprio i primi metri dopo una fermata sono statisticamente tra i momenti più a rischio di incidenti. La corretta procedura di partenza è controintuitiva per chi cerca la massima assistenza: bisogna fare esattamente il contrario.

Anziano in posizione di partenza sicura su e-bike a un semaforo

La regola d’oro per una partenza sicura è la progressività. Impostate sempre il livello di assistenza al minimo (Eco o Tour) e una marcia agile (un rapporto leggero del cambio meccanico) prima di iniziare a pedalare. Iniziate a muovervi con la vostra forza e solo dopo qualche metro, quando la bici è stabile e in movimento, aumentate gradualmente il livello di assistenza se necessario. Questo approccio dolce permette di gestire la potenza in modo controllato, senza scatti improvvisi.

Questo principio di sicurezza è così importante da essere un punto cardine delle linee guida internazionali. Come sottolineano gli esperti, la gestione della potenza è fondamentale. In una guida sulla sicurezza in e-bike per anziani, le Beixo E-bike Safety Guidelines sono molto chiare:

Quando partite – per esempio a un semaforo – impostate sia le marce che l’assistenza elettrica su un livello basso e aumentate gradualmente. Se partite con un’assistenza o una marcia alta, potreste perdere il controllo della bici. E proprio quei primi metri spesso causano incidenti e cadute.

– Beixo E-bike Safety Guidelines, Safe electric cycling for the elderly (tradotto dall’inglese)

Ricordate: la potenza del motore è un’alleata, non un razzo da domare. Imparare a modularla con dolcezza fin dalla prima pedalata è il segreto per una convivenza sicura e piacevole con la vostra e-bike.

Quando rimuovere la batteria e portarla in casa per evitare che il freddo ne dimezzi la vita utile?

La batteria agli ioni di litio è il cuore pulsante e il componente più costoso della vostra e-bike. Trattarla con cura è fondamentale per garantirne una lunga durata e prestazioni costanti nel tempo. Uno dei suoi nemici più insidiosi è la temperatura: sia il caldo eccessivo che il freddo intenso possono danneggiarla e ridurne drasticamente l’efficienza e l’autonomia.

Il freddo, in particolare, ha un doppio effetto negativo. In primo luogo, quando la temperatura scende sotto i 10°C, la reazione chimica all’interno delle celle rallenta, portando a una riduzione temporanea dell’autonomia che può arrivare anche al 30-40% in pieno inverno. Questo significa che un percorso che in estate fate agevolmente, in inverno potrebbe lasciarvi a piedi. In secondo luogo, e più grave, caricare una batteria gelata (sotto gli 0°C) può causare danni permanenti e irreversibili alle celle, riducendone la capacità totale per sempre.

La regola d’oro è semplice: la batteria deve “dormire” al caldo. Se la temperatura esterna scende sotto i 10-15°C e prevedete di non usare la bici per diverse ore (ad esempio, durante la notte o la giornata lavorativa), è fondamentale rimuoverla dal telaio e portarla in un ambiente a temperatura controllata, come casa o l’ufficio. La maggior parte delle e-bike ha batterie facilmente rimovibili con una chiave proprio per questo motivo.

La ricarica deve avvenire sempre a temperatura ambiente. Se siete rientrati da un giro al freddo, aspettate che la batteria si sia acclimatata per un’ora o due prima di collegarla al caricabatterie. Questo semplice accorgimento preserverà la sua salute a lungo termine. Anche durante le lunghe pause, come i mesi invernali in cui non si usa la bici, è importante non lasciarla né completamente carica né completamente scarica. Il livello di carica ideale per lo stoccaggio è tra il 40% e il 60%, da controllare e ripristinare circa ogni due mesi.

In sintesi, pensate alla batteria come a un componente sensibile che non ama gli sbalzi termici. Proteggerla dal freddo non solo vi garantirà di avere sempre a disposizione tutta l’autonomia possibile, ma vi farà anche risparmiare il costo di una sostituzione prematura.

L’errore di sottovalutare i dislivelli urbani, una causa frequente di cadute

Una volta scelta l’e-bike giusta e imparato a gestirne potenza e autonomia, la sfida si sposta sulla strada. L’ambiente urbano, apparentemente innocuo, nasconde dei “microrischi” che con una bici pesante e veloce possono trasformarsi in pericoli concreti. Tra questi, uno dei più sottovalutati è il dislivello dei marciapiedi. Salire o scendere da un gradino, anche di pochi centimetri, è un’azione che richiede una tecnica specifica per non rischiare una brutta caduta.

Il peso maggiore dell’e-bike e il suo baricentro diverso rendono più difficile sollevare la ruota anteriore per superare l’ostacolo. Tentare di salire su un marciapiede affrontandolo “di sbieco” è estremamente pericoloso: la ruota può scivolare lungo il bordo del gradino, causando una perdita di equilibrio improvvisa e una caduta laterale. Allo stesso modo, scendere da un marciapiede a velocità troppo elevata può provocare un impatto violento che, oltre a danneggiare la ruota, può farvi perdere la presa sul manubrio.

La tecnica corretta per affrontare un marciapiede è precisa e richiede concentrazione. Bisogna sempre affrontare l’ostacolo perpendicolarmente (a 90 gradi), sia in salita che in discesa. Rallentate quasi fino a fermarvi, mantenete una presa salda sul manubrio e, al momento di salire, date un colpo di pedale deciso alzandovi leggermente dalla sella per aiutare la bici a superare il gradino. Le vostre gambe agiranno come ammortizzatori naturali. Per dislivelli importanti, la soluzione più sicura è fermarsi, scendere dalla bici e utilizzare la funzione Walk Assist per superare l’ostacolo a piedi.

Per affrontare al meglio questi ostacoli, è importante padroneggiare alcune tecniche fondamentali:

  • Approccio all’ostacolo: Rallentare sempre prima del dislivello e affrontare il marciapiede in modo perfettamente perpendicolare.
  • Posizione del corpo: Alzarsi leggermente dai pedali un istante prima dell’impatto per ammortizzare l’urto con le gambe, mantenendo una presa salda sul manubrio.
  • Scelta sicura: Per dislivelli superiori a pochi centimetri, non esitate a scendere e a utilizzare la funzione Walk Assist per superare l’ostacolo in totale sicurezza.
  • Attrezzatura adeguata: Pedali “flat” con una buona superficie antiscivolo (piolini) aiutano a mantenere i piedi in posizione stabile anche in caso di sobbalzi.

Non sottovalutate mai i piccoli ostacoli della città. Un marciapiede affrontato nel modo sbagliato può porre fine a una bella giornata in bici. Con la tecnica giusta, invece, diventerà un non-problema.

Annuale o mensile: quale formula conviene davvero se passate l’estate fuori città?

Una volta convinti dei benefici di una e-bike, si pone la domanda economica: meglio l’acquisto o una formula alternativa come il noleggio a lungo termine? La risposta dipende strettamente dalla frequenza e dalla stagionalità del vostro utilizzo. Per chi usa la bici tutto l’anno, l’acquisto è quasi sempre la soluzione più vantaggiosa nel lungo periodo. Ma per chi prevede un uso concentrato solo in alcuni mesi, ad esempio durante la bella stagione, il noleggio può rivelarsi un’opzione intelligente e senza pensieri.

L’acquisto di una e-bike di buona qualità rappresenta un investimento iniziale significativo, che può variare dai 1.500 ai 3.000 euro. A questo si aggiungono i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria (circa 150-200 euro l’anno) e, soprattutto, l’invecchiamento della batteria. Una batteria perde efficienza anche se non viene usata, e dopo 4-5 anni è probabile che debba essere sostituita, con un costo di diverse centinaia di euro. Se usate la bici solo 6 mesi l’anno, state di fatto pagando per un bene che si svaluta anche mentre è fermo in garage.

Il noleggio a lungo termine, con un canone mensile che può variare dai 60 ai 120 euro, elimina l’investimento iniziale e scarica tutti i problemi di manutenzione, assicurazione e svalutazione sulla società di noleggio. Servizi come Swapfiets, ad esempio, offrono pacchetti “zero pensieri” con sostituzione immediata della bici in caso di guasto. Questa formula offre massima flessibilità e la possibilità, in alcuni casi, di sospendere il contratto durante i mesi di non utilizzo, rappresentando una soluzione ideale per un uso stagionale o per chi vuole semplicemente provare una e-bike per un periodo prima di impegnarsi nell’acquisto.

Per confrontare le due opzioni, ecco un quadro sinottico basato su un’analisi dei costi e benefici.

Confronto Acquisto vs Noleggio per uso stagionale
Aspetto Acquisto Noleggio lungo termine
Costo iniziale 1.500-3.000€ 0€
Canone mensile 0€ 60-120€/mese
Manutenzione 150-200€/anno a carico proprietario Inclusa nel canone
Invecchiamento batteria Perdita 20% capacità/anno anche se non usata Non è un problema del cliente
Flessibilità Bici sempre disponibile ma richiede stoccaggio Possibilità di sospendere contratto
Convenienza per uso 6 mesi/anno Conveniente dopo 3-4 anni Conveniente per uso occasionale

In conclusione, se prevedete di pedalare quasi ogni giorno, l’acquisto è la strada maestra. Se invece la vostra passione per le due ruote si risveglia con il sole e va in letargo con il freddo, il noleggio a lungo termine potrebbe essere la soluzione più pratica, economica e libera da preoccupazioni.

Da ricordare

  • La sicurezza prima della potenza: la manovrabilità da fermo e un telaio a scavalco basso sono più importanti della potenza del motore.
  • L’autonomia è una variabile: imparate a gestirla con un uso intelligente dell’assistenza e proteggendo la batteria dal freddo.
  • La tecnica è fondamentale: una partenza progressiva e l’approccio corretto agli ostacoli urbani prevengono la maggior parte delle cadute.

Come ottenere l’abbonamento mezzi gratuito o scontato nel vostro comune se siete over 65?

L’acquisto di una e-bike può essere supportato da diversi aiuti economici, che variano notevolmente a livello locale. È fondamentale capire che non esiste un unico “bonus bici” nazionale sempre attivo, ma un mosaico di iniziative regionali e comunali che appaiono e scompaiono. Per un cittadino over 65, esplorare queste opportunità può fare una differenza significativa sul costo finale.

Il primo passo è informarsi attivamente presso il proprio Comune di residenza o la propria Regione. Molte amministrazioni locali lanciano periodicamente bandi per incentivare la mobilità sostenibile. Questi contributi possono coprire una percentuale del costo di acquisto (solitamente fino al 50%) con un tetto massimo. Ad esempio, in passato, secondo il bando regionale 2024 dell’Emilia-Romagna, era possibile ottenere fino a 1.000 euro per l’acquisto di una cargo bike a pedalata assistita. Sebbene questo sia un esempio specifico, dimostra il tipo di supporto che potrebbe essere disponibile.

Anziano riceve assistenza per bonus trasporti in un ufficio pubblico

Oltre agli incentivi diretti all’acquisto, per gli over 65 esistono altre agevolazioni sulla mobilità che possono essere utili. Molte regioni e comuni offrono sconti significativi o la gratuità sugli abbonamenti ai trasporti pubblici locali per chi ha superato i 60 o 65 anni. Queste agevolazioni, spesso legate a fasce di reddito ISEE, possono rendere più conveniente integrare l’uso della bici con quello di bus o tram per gli spostamenti più lunghi.

Per navigare questo panorama, è utile seguire una chiara strategia:

  • Verifica locale: Contattate l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del vostro comune e consultate il sito web della vostra regione per informazioni su bandi attivi per l’acquisto di e-bike.
  • Requisiti ISEE: Controllate se per accedere a eventuali bonus o sconti sui trasporti è richiesto un determinato tetto ISEE. Ad esempio, per la Carta Acquisti nazionale per over 65, il requisito è un ISEE inferiore a determinate soglie.
  • Detrazioni fiscali: Per le persone con disabilità certificata (legge 104), è possibile usufruire di una detrazione IRPEF del 19% sull’acquisto di mezzi necessari alla deambulazione, che può includere le e-bike.
  • Negoziazione con i rivenditori: Chiedete ai negozianti se offrono pacchetti “Senior” o se sono a conoscenza di incentivi locali a cui potete accedere.

L’informazione è la vostra migliore alleata. Dedicate del tempo a ricercare le opportunità disponibili nel vostro territorio: l’aiuto economico che cercate potrebbe essere più vicino di quanto pensiate. Iniziate oggi stesso a informarvi presso il vostro comune per scoprire tutti i vantaggi a cui avete diritto.

Domande frequenti sulla gestione della e-bike per anziani

A che livello di carica devo conservare la batteria per lunghi periodi?

Per le pause lunghe come i mesi invernali, è ideale conservare la batteria con un livello di carica compreso tra il 40% e il 60%. Evitate di lasciarla al 100% o completamente scarica, poiché entrambe le condizioni possono danneggiare le celle nel tempo e ridurne la vita utile.

Come influisce l’età della batteria sull’autonomia?

Lo stato e l’età della batteria hanno un effetto diretto sulla sua autonomia. Con il passare degli anni e con l’aumentare dei cicli di ricarica, la capacità massima dell’accumulatore diminuisce inevitabilmente. Di conseguenza, anche il vostro raggio d’azione con una singola carica si ridurrà progressivamente.

Scritto da Roberto Ferri, Architetto esperto in Accessibilità e tecnologie assistive (Silver Tech), specializzato nell'abbattimento delle barriere architettoniche e domotica per l'autonomia. 16 anni di esperienza in ristrutturazioni residenziali.